Parlando di: Chloé dall'Olio




Chloé Dall’ Olio è la fondatrice e sviluppatrice creativa di the THE BODY talks, una serie di interviste , che mirano a raccogliere, raccontare ed amplificare le storie di donne ispiratrici, comunità LGBTQ+, POC e altre minoranze. Donne che lavorano con il proprio corpo o con corpi altrui, in maniera creativa, negli affari o attraverso l'attivismo.

Adoro la sua energia, la sua esuberanza ed il suo approccio dinamico a temi così rilevanti come quello del body positive. Quando sono capitata per caso sul profilo online di Chloé mi sono ritrovata a scorrere il suo feed fino ai post più vecchi. Quello a cui ho assistito è un percorso di crescita e di consapevolezza di una donna talentuosa, un diario che è testimonianza di un processo di crescita interiore. Chloé è un vulcano con un costante bisogno di esprimersi, attraverso l’arte, attraverso la cultura, attraverso le storie che racconta con un’onestà genuina.

Sono rimasta affascinata dalla sua forza comunicativa, dal suo approccio consapevole e dalla sua positività. Quando ho scritto a Chloe per chiederle se fosse interessata a farsi fare qualche scatto, avevo in mente di lasciarla esprimersi attraverso i miei abiti. Quello che ne è venuto fuori è la sua interpretazione della collezione lino. Chloe è scultorea mentre indossa la giacca Junko. La sua passione per la teatralità è evidente in ogni suo gesto ed ogni suo gesto è accompagnato dalla camicia n°2 che la segue senza intralciarla, assecondandola grazie alle sue morbide maniche.

Trovo profondamente ispiranti le parole di Chloé:

”Non siamo solo il modo in cui appariamo, il modo in cui ci muoviamo, il modo in cui i vestiti toccano la nostra pelle.

I nostri corpi mappano le nostre storie.

Esercitano un potere indefinibile, hanno un potenziale incredibile, hanno un potere provocatorio e sono unici.

I nostri corpi ci permettono di saltare di sentirci liberi, ci permettono di osare e di ballare.

Eliminiamo i presupposti, i giudizi e gli standard. Uniamo la nostra comunità globale e celebriamo le storie della nostra capacità illimitata e della nostra bellezza infinita.

I corpi non sono MAI un limite.

La piena accettazione di forma, taglia, colore della pelle, sesso, espressione, diversità e differenza è il nostro superpotere collettivo.

I nostri corpi parlano, quindi ascoltiamoli.”

Il concetto è estremamente chiaro, la pratica è difficile. Il più delle volte i giudici più severi di noi stessi siamo noi stessi medesimi. L’insicurezza si insinua tra gli stereotipi e la società moderna è piena di suggerimenti su chi dovremmo essere. Credo fortemente che l’abbigliamento possa aiutare nel processo dell’ autoaccettazione. Quando siamo a nostro agio con ciò che veste il nostro corpo, quando ciò che indossiamo accarezza dolcemente le nostre curve, quando la nostra pelle può respirare attraverso i tessuti del nostro abbigliamento, allora possiamo concentrarci su ciò che davvero conta.

La seta che fa strada all’aria durante una vivace passeggiata, il lino che assorbe l’umidità quando il caldo è tangibile nell’aria, le forme morbide di un’abbigliamento progettato per una vita pienamente vissuta sono spazio mentale guadagnato in quella che è la nostra quotidianità. Mi piace immaginare che un capo essenziale lasci spazio alla personalità di chi lo indossa, che eliminando tutto ciò che è superfluo sia istintivo esprimersi liberamente.

L'abbigliamento è celebrazione. Celebrazione del nostro corpo, che ci accompagna giorno dopo giorno per tutta la nostra vita ma anche celebrazione della nostro io interiore. Proiezione delle nostre sfaccettature più intime, in modo che possano essere rivelate al mondo intero.

Chloé è meravigliosa con indosso la camicia n3 che scende morbida grazie alle pinces sviluppate per dare volume nei punti giusti. Può tenere i primi bottoni slacciati per valorizzare il suo decoltè, le maniche sono morbide abbastanza da lasciare spazio al movimento ma anche abbastanza affusolate per renderlo un capo perfetto per la stratificazione. La camicia n° 2 sembra essere cucita sulle sue forme, il disegno dei fianchi slancia la figura ed il taglio delle maniche lo rende un capo di carattere perfetto per una personalità travolgente come quella di Chloé! Il trench Junko ha la giusta quantità di comfort e le grandi tasche sono perfette per tenere sempre con se penna e quadretto per appunti al volo, o qualsiasi cosa le capiti tra le mani durante una frenetica giornata di lavoro.

Ho chiesto a Chloé cosa rappresenta per lei l’abbigliamento e la sua risposta è stata:

“Abbigliamento per me é storytelling, è creativitá, è libertà di espressione.

Abbigliamento per me è celebrazione del proprio corpo, della propria unicità, ma anche rivendicazione del proprio io; per tutti i commenti ricevuti e tutti i giudizi assorbiti durante l’ infanzia, l’adolescenza e l’età adulta.

L’abbigliamento non dovrebbe mai limitare una persona, ma dovrebbe aprirle nuove porte.“